CODACONS LIGURIA

 

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-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------COMUNICATO STAMPA

16-12-06

CRONACA NAZIONALE

 

 

CODACONS LIGURIA: L’AVVOCATO D’ANGELO CHIARISCE

 

ANNA MASSONE E’ LA PRESIDENTE

 

 

In qualità di difensore della signora Anna Massone nel procedimento di reclamo avverso la prima ordinanza resa dal Tribunale di Genova, preciso quanto segue.

 

L’ordinanza del Tribunale di Genova del 13 ottobre 2006 non ha giudicato il merito delle domande della signora Massone, e in particolare non ha assunto alcuna posizione rispetto alla contestata legittimità del provvedimento di rimozione della signora Massone da Presidente del Codacons Liguria, né rispetto alla contestata legittimità del procedimento con il quale tale provvedimento è stato assunto.

 

Non ha alcun fondamento l’attribuzione ad una decisione giudiziaria dell’individuazione di un Codacons Liguria “falso”, che si distinguerebbe da un altro vero.

 

Nel procedimento – non cautelare, ma – a cognizione piena, che verrà instaurato dalla signora Massone nei prossimi giorni si chiederà l’accertamento dell’illegittimità dei provvedimenti adottati dal Codacons Nazionale.

 

                                                                                                                                 Andrea D’Angelo

 

FOTO AVV. D’ANGELO

FOTO PRESIDENTE CODACONS LIGURIA ANNA MASSONE

 

 

CODACONS LIGURIA:  L’AVVOCATO D’ANGELO CHIARISCE.

 

 

TESTO LETTERA AVVOCATO T.Q.

 

A tal proposito dichiara Anna Massone:

 “Primo: poiché resto la paladina dei consumatori non è certo da loro che devo difendermi, come scritto dal Giornale, bensì da atti illegittimi posti in essere dal Codacons nazionale, quel Codacons che arbitrariamente ed unilateralmente decide ogni cosa calpestando i principi più basilari che dovrebbero governare un’associazione di volontariato onlus e che sono sanciti negli statuti. Secondo: è stato scritto dal Giornale che ci sarebbero ben due sentenze che mi condannano a smetterla: due sentenze de che? Non c’è stato alcun primo e secondo grado di giudizio, né tanto meno un’ordinanza inoppugnabile. Quella del 13 ottobre scorso non è una sentenza definitiva, come è stato scritto dal Giornale, bensì un’ordinanza che non entra nel merito della vicenda. Terzo: le cosiddette domande inaccoglibili sono tali proprio perché in via d’urgenza non potevano essere esaminate dai giudici. L’ urgenza era stata chiesta onde evitare di prolungare un periodo d’incertezza per gli utenti genovesi e per la sottoscritta. Quarto: non esiste un Codacons Liguria “falso”, ma esiste solo un’associazione Codacons Liguria “vera”, da me legittimamente fondata e presieduta in base ad uno statuto regolarmente registrato, che lavora ed ha diritto di lavorare seriamente per i consumatori liguri. Oh. E anche: il Codacons Liguria “clonato” deve prendere coscienza e smetterla di gridare al mondo che la sottoscritta non è più la presidente. A onor del vero, la famosa ordinanza nulla dice sulla mia carica di presidente. Quinto: essendo stato giudicato impossibile esaminare le mie domande, per così dire, in via breve, sono stata costretta a portare avanti la causa nel merito ed a trascinare nuovamente il Codacons in Tribunale dove ci incontreremo, purtroppo, ancora a lungo fino a che non ci sarà una sentenza passata in giudicato. Spero che allora il Codacons prenderà coscienza dei suoi errori.