del 18.9.2005

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 Genoa & STRESS Codacons, causa alla Federcalcio

 

 

GenovaTifosi che non riescono più a dormire di notte. Altri che litigano con la moglie per l'accumulo di stress da notizie sul Grifo. Altri ancora che rischiano l'infarto o comunque hanno sofferto le disavventure giudiziarie fino ad ammalarsi. Oltre che per le casse del Genoa e le tasche del presidente Preziosi, la retrocessione del Grifone in C1 sembra aver segnato pesantemente la salute e lo stato d'animo di migliaia di tifosi genoani. Una fotografia di una tifoseria segnata dagli eventi, che non esce dalle rituali prese in giro tra tifosi, ma arriva da un'osservazione attenta e ripetuta degli effetti dell'estate più nera della storia del Vecchio Grifone.


L'indicazione sullo stato di salute dei sostenitori rossoblù arriva dal Codacons Liguria che, dopo aver raccolto numerose segnalazioni, si è fatto promotore di un'iniziativa a difesa dei tifosi genoani vittime incolpevoli della giustizia sportiva. Conseguenze sulla salute del popolo del Grifone, che meritano una causa per danni nei confronti della Federcalcio. L'associazione presieduta da Anna Massone ha messo i propri avvocati a disposizione dei genoani: «Ci sembra giusto che si chiedano i danni a chi ha deciso sulla pelle degli altri, non tenendo in nessun conto i tifosi che sono parte integrante della squadra e si sono sentiti giudicati e messi alla gogna, pur se incolpevoli». Il Codacons Liguria attende quindi le segnalazioni dei tifosi in crisi da ingiustizie da calcio (codaconliguria@vogliovivere.it o telefonando allo 010-5958259) prima di muoversi formalmente con il suo ufficio legale. Ma non solo i tifosi sono stressati. Martin Lejsal, per esempio, l'ex portiere del Venezia, è stato interrogato per nove ore l'altro giorno dai giudici genovesi. E quando è uscito dalla caserma San Giuliano non sembrava certo disteso.



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Giovanni Ciolina
18/09/2005