del 29.8.2005   

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  Repetto: «Due pesi due misure»

LE REAZIONI Pochi commenti al verdetto. Il sindaco prende tempo: «Voglio leggere le motivazioni»
Montaldo: «Peccato, mi dispiace. E ora speriamo nel derby fra due anni»

 

Pochi i commenti tra i nomi che contano in città, dopo il pronunciamento che ha definitivamente affondato le residue speranze del Grifone.
Il sindaco Giuseppe Pericu lascia la parola ai suoi addetti stampa e spiega: prima di rilasciare un commento voglio leggere attentamente le motivazioni della sentenza.
«Sono molto dispiaciuto per questo verdetto perché lascia la situazione invariata» commenta Alessandro Repetto, presidente della Provincia, che sul caso Genoa si era schierato in prima linea, presentando anche un esposto in procura. Poi aggiunge: «Rimane sempre il dato di fondo di un diverso trattamento sotto il profilo della giustizia sportiva nei confronti del Genoa rispetto alle altre squadre come la Juventus, la Roma e la Lazio. Non ho mai ritenuto che la sentenza di Alvaro Vigotti sia giunta dopo un ripensamento: il giudice Vigotti nella fase "Inaudita altera parte" aveva deciso per una sospensione soltanto per verificare a fondo i fatti e studiare gli incartamenti. Una volta valutate le varie sentenze e constatato che sotto il profilo giuridico non sussisteva una sua competenza specifica ha emesso la sentenza. Ribadisco invece - conclude Repetto - che secondo me c'è stato un diverso trattamento a livello di giustizia sportiva».
«Siamo condannati a soffrire - è invece il commento di Paolo Momiliano, presidente dell'Amiu, in questi giorni in vacanza a Istanbul - ho saputo che il ricorso contro la sentenza del giudice Vigotti non è stato accolto e ovviamente da genoano come sono mi è dispiaciuto molto. Sono in vacanza con alcuni amici tra i quali ci sono anche dei sampdoriani: è sono sono diventato il loro bersaglio. Cosa posso dire... dopo dieci anni di attesa, che ci abbiano tolto la A appena conquistata è veramente un incubo. Mio figlio Leone, che ha 16 anni, mi ha chiesto se lo accompagno a Ravenna per assistere alla prima partita in serie C: che tristezza! Comunque ci andremo, in tanti, noi genoani siamo fatti così».
«Mi dispiace, davvero, soprattutto per la città - commenta Claudio Montaldo assessore regionale alla Sanità, solidale nonostante la fede blucerchiata - Ormai pensavo di assistere ai derby in questa stagione. Pazienza! Speriamo di vederlo tra due anni, questo è il mio augurio».
Anna Massone, presidente del Codacons Liguria, si dimostra particolarmente amareggiata: «Il Genoa in serie C significa una sconfitta per la squadra per la città, per l'intero sistema giudiziario italiano. Chi ha sbagliato dovrà pagare. Non si comprende perché solo nel caso-Genoa si sia voluti andare fino in fondo e arrivare alla sentenza della Figc, mentre per le altre squadre si è trovata una soluzione differente o addirittura si è insabbiato tutto».


E. V.
28/08/2005