COORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEI DIRITTI DI UTENTI E CONSUMATORI

Codacons LiguriaLIGURIA           

ANNA MASSONE PRESIDENTE    

SEDE LIGURIA: GENOVA – FOCE (capolinea del 20 e 30)

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Comunicato Stampa

30 gennaio 2006

Cronaca della Liguria

 

A DEIVA ASSEMBLEA PUBBLICA SUL CARO – ACQUA

PER ANNA MASSONE PRESIDENTE CODACONS LIGURIA:

“I NOSTRI LEGALI SONO GIA’ INTERVENUTI NELLO SPEZZINO

ED I RISULTATI CI SONO.

CHI VUOLE REMARE CONTRO DI NOI TROVERA’ PANE PER I SUOI DENTI.”

 

“Si doveva discutere delle bollette e di come evitare che poveri pensionati, ad esempio, si vedano costretti a pagare tariffe lievitate per consumi anche errati, ma grazie all’intervento della Barrui, che continua a presentarsi a nome del Codacons Liguria e che perciò è stata già da me querelata e diffidata, non sono riuscita ad illustrare le iniziative che i nostri legali avrebbero messo in atto a difesa dei cittadini danneggiati dalle bollette pazze”, dichiara Anna Massone Presidente del Codacons Liguria ufficialmente invitata a partecipare ad una pubblica assemblea a Deiva Marina. “Peraltro, la nostra associazione si è già mossa per la questione del caro-acqua nello spezzino ed è riuscita ad ottenere riduzioni e revisioni. Il fatto che la Barrui abbia chiesto l’intervento, senza alcun mandato e non vedo a che titolo, di agenti della Guardia di Finanza in borghese per impedirmi di prendere la parola, e che nel frattempo alcuni disturbatori abbiano alzato la voce per creare la più totale confusione, ha permesso che l’assemblea venisse pilotata politicamente. Questo è deprecabile e richiederebbe una lunga dissertazione sullo scopo delle associazioni dei consumatori. Abbiamo dovuto addirittura sentire che Truzzi telefonicamente prendeva le parti della Barrui e si definiva ‘commissario’ del Codacons della Liguria, mentre sul sito è scritto che sarebbe l’avv. Donzelli. Ammesso e non concesso che di commissariamento si tratti, mi sembra che il direttivo del Codacons abbia le idee alquanto confuse sui ruoli che vengono assegnati di volta in volta. Come se non bastasse, la Barrui ha distribuito dei fogli per una qualche raccolta firme chiedendo di immettere dati personali molto delicati, come la propria firma, senza che fosse indicata da nessuna parte la finalità della raccolta. Ciò mi è parso particolarmente grave e mi ha lasciata alquanto perplessa e preoccupata in quanto una tale raccolta firme potrebbe essere destinata a qualsiasi uso inserendo a posteriori una dicitura che non è garantito, poi, corrisponda alle intenzioni di chi ha aderito. Per limitare i danni che ne potrebbero derivare agli ignari cittadini, ho comunque chiesto l’intervento dei Carabinieri di Deiva che hanno disposto di depositare la raccolta firme presso la loro stazione in attesa di accertamenti. Ripeto per l’ennesima volta che la lettera di nomina, risultante da un procedimento illegittimo, ed il fatto di essere inseriti sul sito del Codacons nazionale a tali condizioni sono assolutamente inefficaci al fine di legittimare qualsivoglia rappresentante, non solo l’avv. Barrui, ad agire in rappresentanza del Codacons Regione Liguria. Poiché io sono tuttora la presidente in carica, è la Barrui che dovrà dimostrare con validi atti e procedure la sua eventuale nomina. La Barrui, in quanto avvocato, sa bene che non può invertire l’onere della prova”.

 

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