Comunicato Stampa

29 settembre 2005

Cronaca Nazionale

RU486 SEMPLICE COME BERE UN BICCHIERE D’ACQUA

SE NON CI SCAPPA IL MORTO

 

“La RU486 dovrebbe costituire un’alternativa all’aborto chirurgico più sicura, meno traumatica e più semplice al punto da potere diventare un fatto privato che si consuma a casa propria o al massimo in ambulatorio. Può darsi che sia così nella maggior parte dei casi, ma non c’è la certezza che in futuro non si avranno pesanti conseguenze fisiche per la paziente. La RU486  basa il suo funzionamento su un potente ormone steroideo sintetico che blocca i ricettori del progesterone nell’utero. In tal modo vengono meno le condizioni per la vita dell’embrione e lentamente l’embrione muore. Per la sua espulsione è necessaria l’assunzione di prostaglandine che provocano contrazioni uterine e dolori che richiedono a loro volta la somministrazione di antidolorifici. Entro massimo due settimane si produce l’aborto spontaneo, ma nel 75% dei casi tutto si risolve già nelle prime 24 ore dall’assunzione delle prostaglandine. Nel 5%-15% dei casi l’espulsione è incompleta e si rende  necessario comunque l’intervento chirurgico. Secondo noi”, spiega Anna Massone, Presidente del Codacons Liguria e Presidente Nazionale dell’associazione Voglio Vivere, “ciò che apparentemente sembra semplice come bere un bicchiere d’acqua è, nei fatti, molto più traumatico, rischioso e doloroso di un intervento chirurgico, anche se la paziente fosse seguita attentamente durante un ricovero ospedaliero, come prevede la sperimentazione in Italia. Le complicazioni a breve sono evidenti: forti emorragie, reazioni allergiche, infezioni, depressione del sistema immunitario. Se la paziente è a casa può decidere di aspettare troppo tempo prima di andare in ospedale e rischiare la vita. In alcuni casi sono necessarie addirittura una o più trasfusioni, la paziente attraversa una lenta agonia a volte in solitudine ed in segreto ed il trauma psicologico può essere devastante. Per contrastare le infezioni sono raccomandate sino a sei settimane di trattamento con antibiotici. Ci preoccupano ancora di più gli effetti a lungo termine, quando il dibattito sulla RU486 sarà cessato ed il suo uso sarà generalizzato perché ritenuto sicuro. Ignoriamo gli effetti dell’uso ripetuto della pillola, gli effetti sul tessuto cerebrale e sul sistema immunitario, sulle successive gravidanze volute che dovranno forse pagare il conto a questo metodo abortivo ‘semplice e sicuro’ con malformazioni e malattie congenite.

Nel novembre 2004 la FDA ha ordinato di cambiare ilbugiardino’ inserendo tra gli effetti collaterali gravi infezioni batteriche, sepsi, emorragie, morte”, commenta Anna Massone con espressione incredula. “ Così l’informazione del consumatore è garantita e la firma del consenso informato manleva medici e strutture ospedaliere da qualsiasi effetto indesiderato, comprese le centinaia di cause per risarcimento danni che prima o poi intenteranno pazienti in vita e familiari di pazienti morte a causa di un raro effetto collaterale”.

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